Lo stralcio del mese

"Words can sometimes have a far greater effect on HEART than a kiss" (Maybe Someday)

lunedì 19 giugno 2017

"La canzone di Amantine" di Barbara Morgan

Buongiorno amiche, questa mattina voglio presentarvi un libro originale, unico nel suo genere, La canzone di Amantine di Barbar Morgan:

Titolo: La canzone di Amantine
Autrice: Barbara Morgan
Self Publishing

TRAMA: Amantine Delamar è una giovane e ambiziosa ricercatrice universitaria di letteratura inglese a Londra. Una domenica mattina, davanti alla fermata della metropolitana di Notting Hill, incontra un ragazzo dagli occhi verdi che scambia per uno sbandato. Pur sforzandosi di ignorarlo è irresistibilmente attratta dal suo atteggiamento irriverente e dal suo modo di provocarla. Torna a cercarlo più volte e scopre che non si tratta affatto di un ragazzo qualunque, ma di Peter Wiles, componente di una band di successo ma a lei del tutto ignota. Amantine è totalmente estranea e disinteressata a quel mondo così distante dal suo, ma non riesce a resistere alla passione che Peter scatena in lei. Tanto da spingerla a tradire ripetutamente Geoffrey, il fidanzato ufficiale.
Perché Amantine non sa ancora cosa significa amare e non sembra nemmeno particolarmente interessata a scoprirlo. L’unica cosa che davvero desidera è essere libera e raggiungere i suoi obbiettivi professionali.
Amantine Delamar e Peter Wiles sono entrambi consapevoli che la loro è una storia senza futuro, senza garanzie. Stabiliscono così regole che non dovranno mai essere trasgredite: “nessuna domanda, nessuna pretesa.”
Ma l’amore, contro ogni regola, è in agguato e il legame tra loro cresce diventando sempre più profondo, più intenso, tanto che Amantine e Peter oltre ad amanti sono sempre più amici, complici, solidali l’una con l’altro. Inconsapevoli di una passione destinata a legarli per anni.
Quanto tempo trascorrerà prima che uno dei due rompa l’accordo? Ma soprattutto… supereranno le differenze per lasciare che l’amore entri a far parte delle loro vite?
 

RECENSIONE: care lettrici questa mattina vi racconto qualcosa su questo originalissimo romanzo di Barbara Morgan. Originale perché la trama è singolare, si svolge in moltissimi anni durante i quali i personaggi crescono, cambiano, accadono tantissime cose, solo il legame tra Amantine e Peter in un certo senso non cambierà.
Lei è un'ambiziosa ricercatrice che passa tutta la vita nella convinzione di vivere una realtà che alla fine non esiste veramente, eccetto per quel Peter Wiles, un ragazzo incontrato per caso al quale non ha proprio saputo resistere. La loro relazione avrà alti e bassi, proprio come la vita di Amantine, e il patto che c'è tra loro 'nessuna domanda, nessuna pretesa' diventerà sempre più difficile da rispettare...
Devo ammettere che per i miei gusti personali in fatto di lettura è un libro un po' lunghetto, perché l'autrice ha descritto meticolosamente ogni momento, ogni cambiamento, ogni sviluppo, ma non fraintendete, non mi sono mai annoiata, ma amo le storie un po' più immediate, per questo ho definito questo libro originale, probabilmente uno tra i più lunghi che abbia mai letto.
Nonostante la lunghezza mi sento davvero di consigliare questo libro perché è scritto molto bene, nelle parole dell'autrice c'è grande passione, la stessa che ritroviamo nell'amore di Amantine e Peter, e lo consiglio soprattutto se amate le storie che hanno al centro dei musicisti.

Alla prossima
Alessandra




domenica 18 giugno 2017

"Un giorno bellissimo" di Amabile Giusti

Buonasera amiche, come ve la state ripassando con il caldo ? Io malissimo, amo l'autunno e l'inverno, ma queste temperature con questo tasso di umidità proprio non lo sopporto. Soprattutto perché, come tante di voi, non posso stare sul mare o al fresco, ma devo andare a lavorare e fare tutto il resto...l'unica nota positiva è che con il caldo non riesco a dormire tantissimo e quindi leggo di più. Dalle recensioni non sembrerebbe, ma di sera tardi/notte non mi piace scrivere al pc. Ma non perdiamo tempo, perché il libro che vi presento questa sera mi ha letteralmente portato via il cuore, è semplicemente bellissimo, sto parlando di Un giorno bellissimo di Amabile Giusti

Titolo: E' un giorno bellissimo
Autrice: Amabile Giusti
Edizioni: Amazon Publishing

TRAMA: Grace Gilmore, bionda diciottenne di buona famiglia, vive in un mosaico di cristallo in cui ogni tessera ha il suo posto preciso: i suoi genitori sono belli, ricchi e affettuosi, le porte dell’università di Yale si apriranno subito dopo l’estate, e un principe azzurro di nome Cedric è il fidanzato pronto a sposarla. Eppure bastano una sola notte e tre colpi bassi del destino a farle mettere in discussione tutto quel mondo.

Con i cocci delle sue illusioni in uno zainetto e i frantumi della sua vecchia vita nel cuore, Grace si ribella al suo futuro perfetto, scelto da chiunque tranne che da lei. Si lancia così in un inatteso e spontaneo road trip in giro per gli States, decisa per una volta a seguire il suo istinto e i suoi sogni.

A New York conosce il bellissimo Channing: metà latino e metà asiatico, capelli di seta e fisico mozzafiato, irriverente ma gentile. È lui il fulmine dagli occhi blu che squarcia il cielo grigio nel cuore di Grace. Dalla Pennsylvania all’Ohio, dal Kentucky all’Illinois, fino al tour sulla mitica Route 66, il destino sembra deciso a far intrecciare le strade dei due giovani. E mentre Grace imparerà a conoscere sentimenti nuovi ed emozioni autentiche – così lontane dalla sua vecchia vita –, Channing dovrà fare i conti con un tragico segreto che potrebbe spezzare il sogno di un giorno bellissimo.


RECENSIONE: come accennavo prima, ho amato tantissimo questa storia e i suoi personaggi, si tratta di un viaggio 'on the road' dove l'autrice ci fa conoscere tantissimi luoghi e tantissimi personaggi, e i principali sono Grace e Channing. Lei una diciottenne che improvvisamente comprende di essere stata ingannata dalle persone che le sono vicine, una brava ragazza che improvvisamente sente di dover ricercare se stessa in un viaggio attraverso gli Stati Uniti, con il suo zainetto sulle spalle.
Lui un ragazzo metà asiatico e metà latino, affascinante quanto basta per non passare inosservato agli occhi della ragazza. I due intraprenderanno una parte del viaggio insieme, e il destino farà incrociare le loro vite più volte, e il loro legame si dimostra fin da subito particolare.
Il loro viaggio sarà una scoperta continua, una crescita personale...e scopriremo il segreto che Channing difende, un segreto terribile, triste e doloroso.
Sono rimasta davvero incollata alle pagine di questo libro, intanto perché io adoro le storie 'on the road', ritengo che abbiano una marcia in più perché gli scenari cambiano continuamente e fanno da sfondo alla storia, e poi diciamocelo, viaggiare sulla route 66 è davvero uno dei miei sogni nel cassetto che spero di riuscire a realizzare.
Poi una delle cose che amo di più nei libri sono quelle storie in cui i personaggi non sono statici, ma hanno un'evoluzione tangibile nel tempo, e qui possiamo proprio parlare di una grande evoluzione...e poi diciamolo, Channing è un personaggio fantastico, dolce, passionale, a causa del suo segreto vive ogni momento della sua vita come fosse l'ultimo, ma non può fare a meno di legarsi a quella ragazzina che lo ha davvero colpito per essere così diversa dalle altre.
E' un romanzo autoconclusivo dallo stile impeccabile, l'autrice ha fatto davvero un lavoro eccezionale, soprattutto nelle ultime pagine, dove il cuore batte all'unisono con quello dei personaggi principali, ma anche con quello delle varie persone che abbiamo incontrato lungo la strada, e che sono state fondamentali per la crescita dei personaggi e per l'evoluzione di Grace e Channing.
Consiglio davvero questo libro a chi ama le storie romantiche ma non troppo mielose, a chi vuol passare una notte incollato a un libro a combattere il caldo, proprio come faccio io !

Alla prossima
Alessandra



mercoledì 7 giugno 2017

"Ian" di A.S.Kelly

Ciao amiche, oggi doppia recensione (quasi un miracolo direi), ma sono abbastanza indietro, sto leggendo davvero più di quello che riesco a recensire. Questa sera vi presento la nuova seria di Antonella Senese, dopo averci strappato il cuore con la serieFour Days torna con altre storie di ragazzi davvero bellocci, e sono sicura che anche questi ci conquisteranno. Oggi vi parlo di Ian, il primo libro della serie O'Connor Brothers



Titolo: Ian (O'Connor Brothers #1)
Autrice: A.S.Kelly
Autopubblicazione

TRAMAUn anno fa mi ha pregato di restare.
Un anno dopo sono io a supplicarla di non andare.
La mia ossessione. La mia rovina.
Ho provato a resistere, a tenerla lontana.
Ho provato a salvarmi.
Ma nessuno si salva, neanche un bastardo egoista come il sottoscritto.
Per me è sempre esistito solo lo sport e la mia famiglia, fratelli idioti compresi. Fino a quella sera, quella in cui ho preso la decisione peggiore della mia vita. E ne sto ancora pagando il prezzo.
Lo stiamo pagando entrambi.
Ma ora è arrivato il momento di rimediare, di rischiare tutto, di convincerla a lasciarmi entrare, perché lei non può essere che mia.
Sono Ian O’Connor e sto per accettare questa sfida: riuscire a trattenere l’unica donna che sarò mai in grado di amare.
E anche se conosco la fine di questo pessimo romanzo, non mi tirerò indietro. Stavolta andrò fino in fondo.
Perché io voglio solo lei.
E non ho intenzione di perdere.
Sono un O’Connor e gli O’Connor non perdono mai.

RECENSIONE: questa recensione mi ha dato del filo da torcere, e spero di riuscire a spiegarmi il meglio possibile, perché davvero ho finito il libro da una settimana, ma dovevo lasciarlo un po' decantare. Vediamo se riesco a spiegarmi, lo stile di questa autrice continua a piacermi moltissimo, è capace di farti sentire sulla pelle le sensazioni che provano i protagonisti. Ian è un ragazzo super sexy, ma dalla mente piuttosto complicata. Riley è la sua ossessione, nonostante tra i due non ci siano rapporti da un anno, non riescono a dimenticarsi e soprattutto non riescono a smettere di farsi del male. Lei ha un passato orrendo, che lui vorrebbe cambiare. Intorno a loro gravitano Ryan e Nick, i fratelli di Ian, tra i due non corre per niente buon sangue, ma il ragazzo cerca di fare di tutto per tenere la sua famiglia unita a causa della malattia del padre. Senza entrare troppo nei dettagli, ancora una volta l'autrice è bravissima a creare un gruppo 'unito' di personaggi benché tutti abbiano diversi problemi, e Ian in particolare è il cardine intorno al quale girano tutti gli altri personaggi. Fino a qui è tutto perfetto, quello che mi ha messo in difficoltà durante la lettura di questo libro è stato il continuo saltellare nel tempo. Specialmente nella prima metà io non riuscivo a orientarmi nella storia, se eravamo nel presente oppure nel passato, fino a che non ho compreso tutto il contesto i salti temporali mi hanno dato davvero del filo da torcere.
Le emozione sono fortissime, sembra di essere su un roller coaster, talvolta i tira e molla sono davvero esasperanti, i due personaggi in certi momenti sembra che vogliano allontanarsi di proposito.
Insomma, come vi avevo anticipato, una storia dalle notevoli potenzialità, ma con qualche nota stonata. Per il resto mi sento comunque di consigliarne la lettura, soprattutto a chi ama gli amori passionali, quelli che ti tolgono il respiro. Perché questo c'è tra Ian e Riley, una storia che toglie il respiro.
Adesso attendiamo con ansia il secondo capitolo, vediamo se anche Ryan mi saprà conquistare...
Alla prossima
Alessandra


"Stocaxxo che ti amo" di Antonella Maggio

Ciao amiche, oggi vi voglio parlare di una storia dal titolo irriverente, ma che mi ha fatto sorridere più e più volte, proprio perché la storia in sé rispecchia il titolo, è frizzante e divertente, allora venite con me a conoscere Cristian e Miria

Titolo: Stocaxxo che ti amo
Autrice: Antonella Maggio
Edizioni: Butterfly

TRAMA: Mangia troppo e parla troppo. È ostinata, testarda, indisciplinata, sboccata, esuberante e un po' pazzerella. Miria, 26 anni, è un disastro di ragazza. Come se non bastasse, ha perso il lavoro e sta nascondendo alla famiglia i suoi problemi economici per non ammettere ai loro occhi che è una buona a nulla come l'hanno sempre fatta sentire. Vorrebbe solo essere amata per quella che è, difetti compresi, e realizzare i suoi sogni con le proprie forze. Cristian, sexy e bastardo, odia molte cose, prime fra tutte le donne sboccate. Vive un'esistenza apparentemente tranquilla fatta di avventure di una notte e giornate vuote prive di sentimenti e punti stabili oltre al suo lavoro e alla sua passione per il calcio. E se il destino, in mezzo a tanta gente, ci facesse incontrare sempre la stessa persona che fa uscire il peggio o forse il meglio di noi? Tra due caratteri così opposti non potranno che esserci scintille...

RECENSIONE: come dicevo all'inizio, una storia divertente, frizzante, che fa sorridere più e più volte proprio per la sua irriverenza. I protagonisti sono Miria, una ragazza 'imperfetta' senza lavoro, che vorrebbe solo essere accettata per la scapestrata che è, e Cristian, bello e sexy, che odia le donne sboccate. Ma non sempre nella vita le cose vanno come si vorrebbe, e l'incontro dei due protagonisti sconvolge la vita di entrambi, e se poi anche il fato ci mette lo zampino, state pur sicuri che non c'è scampo. Ho amato Miria che è una protagonista 'umana', semplice, con i pregi e i difetti di tutte, potrei essere io al posto suo, non è la ragazza bellissima che mozza il fiato, è una persona normale come tante altre. Mi è piaciuto tantissimo Cristian per lo stesso identico motivo, perché è sicuramente sexy, ma non è quell'idolo irraggiungibile che spesso viene fuori nei libri. E' una storia 'normale', ma raccontata con uno stile scorrevole, pulito, i dialoghi sono vivaci, in compagnia di Miria e Cristian non ci si annoia proprio. Consiglio questo libro sotto l'ombrellone, proprio perché è una storia fresca, 'comune', divertente e spassosa. Davvero un applauso a questa bravissima autrice.
Alla prossima
Alessandra

sabato 3 giugno 2017

"Il mio vento di primavera" di Emily Pigozzi

Buonasera amiche e buon sabato. Oggi vi racconto qualcosa di un libro che mi ha realmente emozionato, ma del resto l'autrice è una garanzia

Titolo: Il mio vento di primavera
Autrice: Emily Pigozzi
Edizioni: Emma books

TRAMA: Giorgio considera il suo lavoro di cardiochirurgo non solo la sua missione, ma anche, e soprattutto, la sua salvezza. Quando però viene chiamato in un prestigioso ospedale inglese, è costretto a lasciare controvoglia la sua amata Roma e a trasferirsi a Londra. Alisea, italo inglese, si nasconde nel Moon Bookshop, la libreria che gestisce con la stravagante Miss Imogen nel cuore del quartiere di Paddington. Giorgio e Alisea hanno alle spalle un passato difficile e traumatico con cui fare i conti, ma se lui prova a reagire mordendo la vita e vivendola intensamente, lei ha paura di amare e di lasciarsi andare a emozioni autentiche. Sullo sfondo di una Londra che dal gelo dell’inverno si scioglie nei colori della primavera, due anime speciali si incontrano in una storia fatta di libri, canzoni e di un amore che farà battere il cuore.

RECENSIONE: se avete voglia di un libro che emozioni, che vi coinvolga, che vi appassioni fino a non farvi andare a dormire, allora vi consiglio vivamente Il mio vento di primavera. I personaggi sono entrambi adorabili, lui, Giorgio, un cardiochirurgo che si è guadagnato un lavoro a Londra, una città che non ama, se non per quella ragazza incontrata nel Moon Bookshop, la bella Alisea, dolce, dai modi semplici, ma dal passato talmente pesante da imperdirle di vivere a pieno il presente. E siccome tutti hanno i propri scheletri nell'armadio, anche la cicatrice del bel dottore nasconde qualcosa.
Se amate Londra le descrizioni dell'autrice attraverso gli occhi dei protagonisti vi porteranno ad amarla ancora di più, sia nei suoi lati freddi che in quelli primaverili, e la bella città diventerà lo sfondo della storia tra Giorgio e Alisea.
I personaggi sono ben sviluppati, lo stile dell'autrice è frizzante e mai noioso, non vi stancherete di leggere, anzi desidererete arrivare alla fine del capitolo, e cominciare quello successivo per vedere cosa succede, sarete magicamente risucchiati in questa storia, e alla fine vi garantisco che i personaggi vi mancheranno proprio.

Quindi in conclusione un libro consigliatissimo a chi vuole emozionarsi, a chi vuole vivere una bellissima storia d'amore insieme a due personaggi speciali davvero

Alla prossima
Alessandra 


domenica 28 maggio 2017

"Non dirgli che ti manca" di Alessandra Angelini

Buonasera amiche lettrici, oggi vi racconto qualcosa di un romanzo tutto italiano, molto ben scritto, una storia attraverso la quale andremo a conoscere Isabella e Denis, una coppia niente male direi..

Titolo: Non dirgli che ti manca
Autrice: Alessandra Angelini
Edizioni:  Newton Compton

TRAMA: Isabella è a pezzi. Deve vedersela con un padre di successo, per il quale non c’è un altro futuro possibile se non quello che lui stesso ha immaginato per la figlia. E come se non bastasse, il suo fidanzato, quello che secondo tutti era il ragazzo perfetto, la tradisce spezzandole il cuore. Così decide che è arrivato il momento di cercare la propria strada e trasferirsi da Roma a Bologna per studiare. Ma la vita è sempre pronta a sorprenderti: nel caso di Isabella l’imprevisto si chiama Denis, tatuatissimo batterista dei Bad Attitude. In una notte che cambia tutto, Isabella infrange ogni regola. I due si imbarcano in una relazione turbolenta, fatta di lunghe separazioni, resa complicata dall’insofferenza del padre di lei e dalle insicurezze della ragazza. Nonostante le differenze sociali, quello che Denis e Isabella provano l’uno per l’altra è un sentimento insopprimibile, forte e delicato, violento e dolce allo stesso tempo, qualcosa che va oltre le regole, ma che non sembra destinato a finire, come quelle melodie che entrano nella testa e non se ne vanno più…
RECENSIONE: amiche lettrici, siamo di fronte a una band e una storia d'amore, e si sa, entrambi gli elementi non sono niente male. Isabella è una ragazza che ha sempre cercato di accontentare un padre despotico che ha sempre tenuto più alla forma che alla sostanza, e di una madre, anch'essa annullata dal carattere del marito. Denis è un mucista, parte dei Bad Attitude, che perde subito la testa per Isabella, dopo l'incontro di una notte. Ma la storia non può certo filare liscia, le differenze sociali, il mondo della musica e la difficile psicologia di Isabella renderanno il loro rapporto un'altalena di emozioni fortissime e coinvolgenti.
Lo stile dell'autrice è pulito, frizzante, la descrizione dei personaggi e la loro evoluzione è minuziosa, ho amato tantissimo questa storia, sono rimasta letteralmente incollata alle pagine fino alla fine, c'è amore, c'è passione, c'è realismo nella descrizione del mondo della musica con tutte le problematiche legate all'alcool e alla droga, insomma un mix che rende questa storia decisamente travolgente.

Vi consiglio di leggere questo libro, di farlo con la dovuta calma e di godervi ogni singola pagina di questi splendidi personaggi.

Alla prossima
Alessandra

lunedì 22 maggio 2017

Un mistero per Lady Jessica: 7^ tappa del Blogtour!

Buonasera amiche lettrici, è con grande piacere che LettereInLibertà ospita la settima tappa del blogtour dedicato a Un Mistero per Lady Jessica  di Laura Rocca, un romanzo intrigante che ci porta nell'Inghilterra del 1840.



Per questa tappa del blogtour vi lascio un estratto, l'incipit per esattezza, spero vi piaccia come è piaciuto a me, e buona lettura:


Che giornata meravigliosa!”, pensò Jessica al risveglio.

Finalmente osservare il giardino privo d’ornamenti e le torri di pietra grigia che la circondavano non le dava più una sensazione di soffocamento: non avrebbe più rivisto quel tetro spettacolo. Per non parlare della stanza spoglia, della mancanza di una biblioteca decente e della compagnia di persone intellettualmente stimolanti. Pareva che l’unico interesse delle sue compagne di studi fosse quello di combinare un buon matrimonio: a volte le sembrava di parlare con la madre mentre si confrontava con loro.

Quel giorno sarebbe finalmente tornata a casa dal collegio nel quale era stata rinchiusa per tre anni. I suoi genitori avevano ritenuto opportuno che a suo fratello maggiore fosse concesso di restare a casa a studiare con un istitutore. Visto che egli avrebbe ereditato il titolo del padre, la casa e le terre, era più consono che studiasse e si formasse direttamente nella tenuta; mentre per lei, che avrebbe dovuto contrarre un buon matrimonio, a quindici anni si erano aperte le porte del collegio. Avrebbe desiderato frequentare lo stesso istituto della sua migliore amica, ma sua madre aveva deciso di dividerle, diceva che altrimenti non avrebbe socializzato con altre giovani.

La struttura era immersa nella desolazione più totale. Non vi erano nelle vicinanze piccoli paesi o divertimenti e, conoscendo l’attitudine di Jessica a non rispettare l’etichetta, sua madre si era così assicurata che non si potesse concedere svaghi poco consoni a una giovane lady. L’istituto era considerato uno dei migliori, anche se Jessica, la cui mente era sempre attiva, lo aveva trovato mortalmente noioso. Tranne francese, storia e geografia non avevano fatto altro che bombardarla di lezioni sulle buone maniere, su come allevare i figli, gestire la servitù, dare un ricevimento indimenticabile, ballare, andare a cavallo con grazia, intrattenere una conversazione garbata. Non avevano neppure trascurato la spiegazione su come gestire un carnet di ballo per il debutto in società.

Jessica in realtà non avrebbe avuto un vero e proprio debutto in società, perché avrebbe varcato le porte della città di Londra da sposata. Glielo aveva comunicato sua madre, con la solita gelida compostezza, spiegandole che avevano accettato la proposta di un loro vicino per le prospettive future e la contiguità alla famiglia. La sua vena combattiva voleva ribellarsi a quell’imposizione: era inaccettabile per lei non avere la possibilità di vivere la sua prima stagione, godere delle sensazioni del corteggiamento, ma c’era un motivo se aveva accettato silenziosamente, ed era il suo futuro sposo.

Michael, il futuro conte di Crawford.

Sin da bambina Jessica era stata la migliore amica della timida Abygaile, sorella minore di Michael e sua coetanea. Michael, a differenza del fratello Archie, aveva sempre tempo per Abby e giocava spesso con loro. Una volta cresciute, le aveva portate a fare lunghe passeggiate a cavallo e Jessica era consapevole che l'ammirazione si era trasformata in altro. Michael aveva compiuto diciotto anni poco prima della sua partenza per il collegio: era diventato un uomo e lei ne era totalmente affascinata.

Per un certo periodo aveva temuto che durante la sua assenza avesse potuto conoscere qualche ragazza, specialmente quando era tornata a casa per le vacanze di Natale e non aveva visto né lui né Abby. A peggiorare le sue paure, durante la primavera, le erano state recapitate indietro tutte le lettere che aveva spedito al collegio di Abby, ma quando era arrivata quella di sua madre aveva capito. Probabilmente era stato vietato all’amica di scriverle, onde evitare che involontariamente divulgasse qualche dettaglio sulla proposta di suo fratello. Non aveva dubbi, Michael era l’unico vicino che conosceva bene, che aveva avuto modo di notarla e vederla crescere.

Quando la cameriera che l’aveva accompagnata al collegio bussò alla sua porta per portarle l’abito acquistato appositamente per il suo rientro a casa, era un fascio di nervi.

«Poggialo pure lì, Mariette», disse distrattamente alla domestica mentre iniziava a sfilarsi la camicia da notte.

«Mi auguro che vostra madre non abbia da ridire con me, lady Baker», fu il liberatorio commento di Mariette.

Nel collegio era vietato “agghindarsi”, parola che Miss Settlemore, la direttrice, amava ripetere. Tutti i suoi bei vestiti erano stati rispediti a casa e le era stata imposta una castissima divisa nei toni del bianco e del tortora, rigorosamente a collo alto anche d’estate. Avrebbe voluto vedere la reazione di sua madre quando tutti i vestiti erano tornati al mittente, non era stato risparmiato nulla, neppure un corsetto, soprattutto per lei. Jessica, infatti, era la più bersagliata da Miss Settlemore: doveva passare inosservata il più possibile poiché le sue forme generose, secondo la severa direttrice zitella, inducevano in tentazione. Addirittura, durante una lezione di portamento, era arrivata a dirle che, se non fosse stato disdicevole per una lady del suo rango, avrebbe potuto assumere una postura inclinata per mascherare il suo seno troppo abbondante.

Mariette tirò furi l’abito dalla sacca e Jessica seppe con assoluta certezza che sua madre non avrebbe apprezzato, d’altro canto non apprezzava neppure lei. Il vestito era di un orrendo color fanghiglia, con il collo alto e rigido, senza nessuna rifinitura particolare, neppure un fiocco a segnare il girovita. Il tessuto, seppur di apparente bellezza, al tatto era grezzo. Sembrava solo un costoso sacco per le patate. Oltretutto non esaltava minimamente il suo aspetto, la sua pelle avorio, i lunghi capelli neri come il carbone e i suoi scintillanti occhi blu sembravano spegnersi, accostati a quella tinta deprimente. D’altra parte, anche se sua madre aveva scritto appositamente per richiedere che Jessica uscisse dal collegio con un abito degno della sua condizione sociale e non con una divisa, era ovvio che la direttrice avrebbe obbligato Mariette ad acquistare qualcosa di rigorosamente squallido.

«Hai ragione, Mariette, è orrendo», fu l’immediato commento di Jessica, ma vedendo lo sconforto dipingersi sul viso della domestica proseguì. «Non ti preoccupare, dirò a mia madre che l’ha scelto la direttrice, rifiutandosi di accettare le sue direttive e impedendoti di eseguire gli ordini».

A quelle parole il colorito della domestica tornò normale.

Le compagne si erano tutte radunate per salutarla e farle i migliori auguri e, dopo un’ora di abbracci e incoraggiamenti sul futuro, finalmente Jessica stava per salire sulla carrozza che l’avrebbe condotta a casa. Il viaggio non sarebbe stato lungo, ma Jessica non stava nella pelle all’idea di rivedere Michael, se avesse potuto avrebbe contato ogni giro di ruota. Non volle nemmeno fermarsi in una locanda per il pranzo, accontentandosi di piluccare la merenda fornita dal collegio. Erano alle porte dell’autunno e le giornate si stavano accorciando, Jessica ci teneva a essere a casa prima del tramonto, desiderava cambiarsi per la cena e soprattutto voleva essere presentabile per Michael. Ogni fruscio della leggera mantella che portava le ricordava l’orrore dell’abito che celava.

Quando dal finestrino della carrozza intravide in lontananza i cancelli della tenuta, non riuscendo più a trattenersi, decise di prendere un cavallo e precedere la carrozza da sola. Sua madre di certo non avrebbe apprezzato, ma lei non sarebbe riuscita a stare seduta un secondo di più, dopotutto era una lady di campagna: l’inizio della nuova stagione e delle buone maniere era ancora lontana qualche mese.

Appena fu fuori dalla portata delle raccomandazioni di Mariette, spinse il povero cavallo al galoppo. La campagna intorno alla proprietà stava iniziando a tingersi d’oro e il vento profumava d’erba e pulito, l’aria era frizzante e cristallina, e il sole che stava tramontando proiettava la sua aura rossastra. Jessica amava la sensazione del vento sul viso, andare a cavallo era liberatorio.

Varcò i cancelli come una furia e si diresse nelle scuderie sul retro, con la speranza che l’entrata trionfale fosse sfuggita all’arcigno occhio della madre. Quando si fermò di fronte alla stalla e vide chi le stava venendo incontro, il suo cuore perse un battito. Era cresciuto, era diventato un vero uomo e, in maniche di camicia, senza essere agghindato come un damerino, i muscoli possenti delle braccia e le spalle larghe risaltavano a ogni passo.

Michael.

Il suo amico d’infanzia, ben diverso da Archie nell’etichetta, aveva deciso di accoglierla comunque alla loro maniera. Sembrava che Michael avesse passato l’estate a razzolare nei campi e divertirsi, al contrario di lei che era stata in quell’orribile collegio. La sua carnagione era leggermente ambrata e gli occhi azzurri risaltavano infinitamente, i suoi meravigliosi capelli biondi rilucevano come oro. Li aveva raccolti in un ordinato codino sulla nuca, ma qualche ciuffo ribelle era sfuggito.

Jessica era senza fiato, ma non seppe trattenersi e d’istinto buttò le braccia al collo al vecchio amico. Nonostante l’imbarazzo, la confidenza che c’era tra loro sin da bambini la spinse tra le sue braccia con naturalezza.

«Sono così felice di rivederti», sussurrò all’orecchio di Michael.

Con sua sorpresa, però, Michael non ricambiò la stretta con entusiasmo. Jessica si tirò indietro perplessa, cercando di scrutare il viso di lui, e immediatamente si diede della sciocca.

Lo sguardo che lui le lanciò fu sufficiente: l’ammonì a trattenere ulteriori entusiasmi.

Non erano più due ragazzini: lei ormai era una donna, e per giunta la donna che aveva scelto per moglie e aveva studiato buone maniere per tre anni. Che bel modo di fare buona impressione, arrivare a cavallo come una selvaggia, buttarglisi tra le braccia con indosso un orrendo vestito.

«Scusami», abbozzò imbarazzata.

«Non scusarti…», fece appena in tempo a dire Michael regalandole il primo vero sorriso.

«Jessica! Dove sei?», rimbombò la voce di sua madre nelle scuderie.

Accidenti! A mia madre non è sfuggito l’arrivo al galoppo”, pensò Jessica.

«Sono qui, madre», urlò di rimando alzando gli occhi al cielo.

Quando si girò per condividere il momento con il visconte di Crawford, si accorse che non c’era più. Con sua gioia, quando la madre svoltò l’angolo in una nuvola d’organza beige, al seguito c’era anche suo padre, che nonostante fosse il conte di Baker era molto più bonario nei confronti dei suoi eccessi.

«Ma come sei conciata? Sembri un’istitutrice povera!», esclamò sua madre inorridita.

«Madre, padre», fece la riverenza Jessica, «l’abito purtroppo è stato scelto dalla direttrice che non ha dato modo a Mariette di portare a compimento i vostri ordini», mentì come concordato con la domestica.

«Se non altro questo sarà l’ultimo obbrobrio che ti vedremo indosso grazie a quella donna», disse sua madre indirizzandola verso la casa.

Fu immediatamente avvolta da un turbinio di pettegolezzi: sua madre aveva partecipato alla stagione che si era chiusa poco più di un mese prima e non faceva altro che elencare la brutta figura di questa o quell’altra debuttante, rammentandole quanto fosse fortunata ad aver ricevuto una proposta di matrimonio ancora prima del suo debutto in società. A differenza di quanto Jessica avesse immaginato, sua madre la pilotò immediatamente verso la sala da pranzo.

«Madre, preferirei cambiarmi prima di cena», la interruppe Jessica sulla soglia.

«Oh, cara bambina, capisco che tu non veda l’ora di toglierti questo straccio di dosso, ma questa sera a cena saremo solo noi quattro. È importante che tu vada a risposare presto e sia in perfetta forma per il pranzo di domani, quando riceveremo il tuo futuro sposo e programmeremo la data di fidanzamento e dalle nozze», rispose sua madre risoluta.

La cena si svolse in assoluta tranquillità, a Jessica parve assurda tutta la pantomima che aveva messo in piedi la madre per il suo futuro sposo. Era ovvio chi fosse, ma per quieto vivere decise di lasciarla fare.

Giunta nella sua camera da letto, quando Mariette se ne andò dopo averla aiutata a spogliarsi, si accorse di quanto fosse stanca e si lasciò andare a un pacifico sonno ristoratore, nell'attesa di poter finalmente rivedere Michael il giorno seguente.

Vi lascio qui il calendario del blogtour, e ne approfitto per ringraziare l'autrice e le mie 'compagne' di viaggio:



Alla prossima
Alessandra